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	<title>coaching Archivi - Diana Tedoldi</title>
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	<title>coaching Archivi - Diana Tedoldi</title>
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		<title>Cervello rettiliano: un mito da smontare</title>
		<link>https://www.dianatedoldi.com/cervello-rettiliano-un-mito-da-smontare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Tedoldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Nov 2021 18:13:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[neuroscienze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Cervello rettiliano: un mito da smontare&#8221; è l&#8217;adattamento italiano del titolo dell&#8217;articolo originale di Sarah McKay, &#8220;Rethinking the reptilian brain&#8221;, cioè &#8220;Ripensare il cervello rettiliano&#8221;, che trovi QUI in inglese. Ho tradotto in italiano l&#8217;articolo originale con il permesso dell&#8217;autrice, perchè in Italia sento ancora troppo parlare di rappresentazione datata, obsoleta (risale agli anni &#8217;60) [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dianatedoldi.com/cervello-rettiliano-un-mito-da-smontare/">Cervello rettiliano: un mito da smontare</a> proviene da <a href="https://www.dianatedoldi.com">Diana Tedoldi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>&#8220;Cervello rettiliano: un mito da smontare&#8221; è l&#8217;adattamento italiano del titolo dell&#8217;articolo originale di Sarah McKay, &#8220;Rethinking the reptilian brain&#8221;, cioè &#8220;Ripensare il cervello rettiliano&#8221;, che trovi <a href="https://drsarahmckay.com/rethinking-the-reptilian-brain/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">QUI</a> in inglese.</p>



<p>Ho tradotto in italiano l&#8217;articolo originale con il permesso dell&#8217;autrice, perchè in Italia sento ancora troppo parlare di rappresentazione datata, obsoleta (risale agli anni &#8217;60) e scorretta del nostro cervello. </p>



<p>Mi sono formata personalmente con Sarah McKay in neuroscienze applicate al coaching e sono felice di renderti partecipe della ricchezza di contenuti scientifici accurati, di cui ho beneficiato durante i miei percorsi formativi con lei. </p>



<p>Buona lettura!</p>



<p>Diana</p>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-white-color has-text-color has-background" href="https://theneuroscienceacademy.mykajabi.com/rethinking-reptilian-brain-pdf" style="background-color:#a39b00" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SCARICA IL PDF DI QUESTO ARTICOLO IN INGLESE QUI</a></div>
</div>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="700" height="444" src="https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2021/11/david-clode-uTj6-eZeHto-unsplash.jpg" alt="lucertola simbolo del cervello rettiliano" class="wp-image-26730" srcset="https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2021/11/david-clode-uTj6-eZeHto-unsplash.jpg 700w, https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2021/11/david-clode-uTj6-eZeHto-unsplash-480x304.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" /><figcaption>David Clode in Unsplash</figcaption></figure></div>



<p>Hai mai notato il cervello rettiliano menzionato qua e là nelle pagine dei libri di auto-aiuto, discorsi motivazionali sulla leadership, presentazioni di marketing e vendite, post di life-coach su Instagram, e persino nei libri di testo di psicologia?</p>



<ul class="wp-block-list"><li>“Le lucertole non possono essere leader!”</li><li>“Stimolate il cervello rettiliano del vostro cliente per riuscire a vendere.”</li><li>“Il cervello rettiliano e come può bloccare l’apprendimento del vostro bambino.”</li><li>“Il cervello rettiliano ha il potere di bloccare la terapia.”</li></ul>



<p>Due luoghi in cui raramente troverai il cervello rettiliano in agguato sono le pagine dei libri di testo di neuroscienze contemporanee o di biologia evolutiva.</p>



<p>Perché?</p>



<p>Perché il concetto è stato ampiamente screditato da neuroscienziati e biologi evoluzionisti: il modello è superato, e non si basa sulla scienza contemporanea.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-le-origini-del-mito-del-cervello-rettiliano"><strong>Le origini del mito del cervello rettiliano</strong></h2>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2021/05/brain-150935_1280.jpg" alt="cervello" class="wp-image-26712" width="418" height="413"/></figure></div>



<p>Il concetto dietro la teoria del “cervello tripartito” o “cervello rettiliano/rettile” era stato proposto negli anni ’60 del ‘900 dal neuroscienziato Paul Maclean. MacLean aveva suggerito che il cervello umano è diviso in tre livelli comparsi in successione durante l&#8217;evoluzione.</p>



<p>Il livello più antico, il cosiddetto “cervello rettiliano” o “r-complex”, controlla le funzioni fondamentali come la respirazione, la temperatura corporea e il battito cardiaco. Successivamente c&#8217;è il sistema limbico che controlla invece le risposte emotive e, infine, la corteccia cerebrale che controlla il linguaggio e la ragione.</p>



<p>Nonostante McLean avesse originariamente individuato i gangli basali come cervello rettiliano, ho visto questa espressione essere usata per descrivere o etichettare quasi tutte le strutture cerebrali ad eccezione della corteccia prefrontale!</p>



<p>Ecco alcuni esempi in cui l’espressione è stata usata indiscriminatamente per etichettare:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://thebrain.mcgill.ca/flash/d/d_05/d_05_cr/d_05_cr_her/d_05_cr_her.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il tronco encefalico e il cervelletto,</a></li><li><a href="https://youtu.be/hg6XUYWj-pk" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l’ipotalamo,</a><span style="padding: 0; margin: 0; margin-left: 5px;"><a title="Get a direct link" style="background-image: url(&quot;data:image/gif;base64,R0lGODlhEAAQAOZ3APf39+Xl5fT09OPj4/Hx8evr6/3+/u7u7uDh4OPi497e3t7e3/z8/P79/X3GbuXl5ubl5eHg4WzFUfb39+Pj4lzGOV7LOPz7+/n6+vn5+ZTLj9/e387Ozt7f3/7+/vv7/ISbePn5+m/JV1nRKXmVbkCnKVrSLDqsCuDh4d/e3uDn3/z7/H6TdVeaV1uSW+bn5v39/eXm5eXm5kyHP/f39pzGmVy7J3yRd9/f3mLEKkXCHJbka2TVM5vaZn6Wdfn6+YG/c/r5+ZO/jeLi41aHTIeageLn4f39/vr6+kzNG2PVM5i+lomdf2CXYKHVmtzo2YXNeDqsBebl5uHh4HDKWN3g3kKqEH6WeZHTXIPKdnSPbv79/pfmbE7PHpe1l4O8dTO5DODg4VDLIlKUUtzo2J7SmEWsLlG4NJbFjkrJHP7+/VK5Nfz8+zmnC3KKa+Hg4OHh4Y63j/3+/eDg4Ojo6P///8DAwP///wAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAACH5BAEAAHcALAAAAAAQABAAAAfWgHd2g4SFhYJzdYqLjIpzgx5bBgYwHg1Hk2oNDXKDFwwfDF5NLmMtcStsn4MhGT8YS04aGmU1QRhIGYMTADQAQlAODlloAMYTgwICRmRfVBISIkBPKsqDBAREZmcVFhYVayUz2IMHB1dWOmImI2lgUVrmgwUFLzdtXTxKSSduMfSD6Aik48MGlx05SAykM0gKhAAPAhTB0oNFABkPHg5KMIBCxzlMQFQZMGBIggSDpsCJgGDOmzkIUCAIM2dOhEEcNijQuQDHgg4KOqRYwMGOIENIB90JBAA7&quot;); background-repeat: no-repeat; width: 16px; height: 16px; display: inline-block; border: medium none; text-decoration: none; padding: 0px; position: relative;" savefrom_lm="1" savefrom_lm_is_link="1" href="http://savefrom.net/?url=https%3A%2F%2Fyoutu.be%2Fhg6XUYWj-pk&amp;utm_source=ff&amp;utm_medium=extensions&amp;utm_campaign=link_modifier" target="_blank" rel="noopener"></a></span></li><li>l’<a href="https://brainworldmagazine.com/know-your-brain-the-amygdala-unlocking-the-reptilian-brain/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">amigdala</a>,</li><li>ed una qualche struttura al centro del cervello, che potrebbe essere il<a href="http://soulguru.com/triune-brain/"> </a><a href="http://soulguru.com/triune-brain/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">talamo</a>.</li></ul>



<p>Il concetto del cervello rettiliano è ampiamente utilizzato da terapeuti, coach e “guru” per spiegare i comportamenti umani, e molto spesso per descrivere le nostre risposte alle potenziali minacce attraverso le reazioni “<em>fight or flight”</em>, “attacco o fuga”.</p>



<p>Il modello attrae in particolar modo gli psicoterapeuti, poiché sembra dare una credibilità biologica alla teoria freudiana della personalità con l’Es, l’Io e il super-Io che corrisponderebbero in modo perfettamente ordinato al cervello rettiliano, limbico e corticale.</p>



<p><em>Oppure</em> viene usato per spiegare l’irrazionalità del comportamento umano, in cui le emozioni dominano il pensiero razionale o la logica. Infatti, MacLean aveva chiamato il sistema limbico “complesso paleo-mammaliano”, e l’aveva messo a capo delle emozioni <em>e </em>della risposta “<em>fight or flight</em>”.</p>



<p>Questa assoluta mancanza di coerenza, la sua vaghezza e la confusione sono probabilmente degli indizi di come il concetto sia un sistema descrittivo piuttosto inutile!</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-i-nostri-cervelli-non-si-sono-evoluti-dalle-lucertole"><strong>I nostri cervelli non si sono evoluti dalle lucertole</strong></h2>



<p>Un recente e divertente articolo intitolato <a href="https://www.researchgate.net/profile/Joseph_Cesario/publication/338154360_Your_Brain_Is_Not_an_Onion_with_a_Tiny_Reptile_Inside/links/5ea83b13458515ca49f2b2ec/Your-Brain-Is-Not-an-Onion-with-a-Tiny-Reptile-Inside.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“Your Brain Is Not an Onion With a Tiny Reptile Inside”,</a> ovvero “Il tuo cervello non è una cipolla con un piccolo rettile all’interno”, pubblicato nella rivista Current Directions in Psychological Science, affronta i molti problemi legati al modello del cervello rettiliano ed esorta le persone ad “<em>abbandonare questa concezione errata del cervello umano</em>”.</p>



<p>Dal punto di vista della biologia evolutiva (che non è il mio campo di competenza) gli autori dichiarano che l’idea del cervello tripartito è “<em>in contrasto con il chiaro e unanime accordo su questi temi tra coloro che studiano l&#8217;evoluzione del sistema nervoso</em>”.</p>



<p>Dal punto di vista evolutivo, essi notano tre principali problemi relativi al modello del cervello tripartito.</p>



<p>In primo luogo, tale modello implica che l’evoluzione sia una progressione lineare in cui un organismo si evolve in quello successivo:</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>lucertole &gt; topi &gt; scimmie &gt; umani</strong></p>



<p>E, allo stesso tempo, gli strati più complessi del cervello andrebbero ad aggiungersi sopra gli strati preesistenti.</p>



<p><em>Sbagliato!</em></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="451" src="https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2021/11/paolo-nicolello-hKVg7ldM5VU-unsplash-1.jpg" alt="scimmia" class="wp-image-26732" srcset="https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2021/11/paolo-nicolello-hKVg7ldM5VU-unsplash-1.jpg 700w, https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2021/11/paolo-nicolello-hKVg7ldM5VU-unsplash-1-480x309.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" /><figcaption>Paolo Nicolello in Unsplash</figcaption></figure></div>



<p><strong>I mammiferi non si sono evoluti dai rettili. I mammiferi e i rettili condividono un antenato comune simile a un pesce.</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>“… la corretta visione dell&#8217;evoluzione è che gli animali si siano evoluti a raggiera da degli antenati in comune. All&#8217;interno di questo processo, i sistemi nervosi complessi e le sofisticate capacità cognitive si sono evoluti in modo indipendente molte volte.”</p></blockquote>



<p>In secondo luogo, la corteccia cerebrale non è propria esclusivamente dei mammiferi: anche i rettili, i pesci e i volatili hanno una corteccia cerebrale.</p>



<p>Infine, il cervello non si è evoluto attraverso la sovrapposizione di strati sempre più sofisticati sugli strati più semplici.</p>



<p>“La nozione di strati aggiunti alle strutture esistenti nel corso del tempo evolutivo, man mano che le specie diventavano più complesse, è semplicemente errata”.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-le-emozioni-non-sono-pre-cablate-le-costruiamo-noi"><strong>Le emozioni non sono pre-cablate, le costruiamo noi</strong></h2>



<p>Dal punto di vista delle neuroscienze, l’analogia del cervello rettiliano perde completamente credibilità se prendiamo in considerazione la nostra comprensione aggiornata della neurobiologia delle emozioni e del comportamento.</p>



<p>Nel 2020 la maggior parte dei neuroscienziati non sostiene più l&#8217;idea che la nostra vita sia governata da istinti profondamente radicati che si manifestano automaticamente in risposta a particolari trigger, con certe emozioni accompagnate da una specifica espressione facciale e sensazione fisica. Questa cosiddetta “<a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5785564/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">visione classica</a>” delle emozioni sta perdendo il suo favore man mano che impariamo di più come funziona il cervello, il processo di apprendimento dell’essere umano e ancora di più la consapevolezza.</p>



<p>Le prove, invece, puntano verso una teoria dell’“<a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/pmid/28756189/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">emozione costruita</a>”.</p>



<p><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5876074/pdf/nihms907808.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Questa teoria</a> sostiene che nei nostri cervelli non vi sia un set di emozioni già programmate, ma che vari “ingredienti” siano elaborati da intere reti cerebrali per “costruire” i sentimenti consapevolmente vissuti nel momento.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2021/05/brain-2062059_1920.jpg" alt="" class="wp-image-26714" width="330" height="506" srcset="https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2021/05/brain-2062059_1920.jpg 261w, https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2021/05/brain-2062059_1920-196x300.jpg 196w" sizes="(max-width: 330px) 100vw, 330px" /></figure></div>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-gli-ingredienti-delle-emozioni"><strong>Gli ingredienti delle emozioni</strong></h2>



<p>Gli ingredienti delle emozioni includono:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>le sensazioni fisiologiche che sentiamo nel nostro corpo</li><li>la situazione in cui ci troviamo</li><li>le persone con cui siamo</li><li>i nostri ricordi e le nostre esperienze personali</li><li>il linguaggio con cui abbiamo imparato a descrivere i nostri sentimenti coscienti.</li></ul>



<p>La neuroscienziata <a href="https://lisafeldmanbarrett.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lisa Feldman Barrett</a> ha detto:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>“Un’emozione è la creazione del tuo cervello che attribuisce un certo significato ad una data sensazione corporea in relazione a ciò che succede nel mondo intorno a te”.</p></blockquote>



<p><a href="https://www.cns.nyu.edu/home/ledoux/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Joseph LeDoux</a> ha proposto una teoria simile di costruzione delle emozioni basata su decenni di studio della più “primordiale” delle emozioni: la paura. Egli afferma che il sentimento cosciente della paura è ciò che emerge quando certi tipi di “ingredienti” inconsci si fondono e sono cognitivamente interpretati o “notati”.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>“Si dice spesso che emozioni come la paura siano state ereditate da antenati animali&#8230; La paura e l&#8217;ansia <em>non</em> sono cablate a livello biologico. Non scaturiscono da un circuito cerebrale in modo preconfezionato come un&#8217;esperienza cosciente pienamente formata”.</p></blockquote>



<p>L&#8217;evoluzione ha fatto il grosso del lavoro, e noi possediamo circuiti di rilevamento delle minacce ad azione rapida (compresi l&#8217;amigdala e l&#8217;ipotalamo). Ma l&#8217;apprendimento e la memoria, la lingua e la cultura sono ulteriori ingredienti di base che vengono aggiunti al mix per creare sentimenti coscienti di paura e di ansia.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Non esiste un circuito della “paura” cablato a livello neurologico dentro il cervello rettiliano.</strong></p>



<p>Come LeDoux sottolinea, possiamo sentirci minacciati da una grande varietà di eventi: i predatori, la mancanza di cibo o di acqua possono farci temere la fame o la disidratazione; le temperature estremamente basse possono causare la paura della morte per ipotermia; le diagnosi di cancro spaventano tutti; i funzionari della sanità pubblica temono un&#8217;epidemia globale di un virus contagioso, molti di noi si preoccupano dell&#8217;instabilità politica, della perdita economica, degli abusi sociali e delle preoccupazioni esistenziali. (Quella lucertola dentro il nostro cevrello deve essersi molto evoluta, a quanto pare!)</p>



<p>Per coloro che desiderano esplorare ulteriormente questi concetti, <a href="https://www.cns.nyu.edu/home/ledoux/pdf/thoughtful_feelings_current%20biology_may2020.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui troverete un&#8217;utile spiegazione</a> della ricerca di LeDoux sulle paure, e <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5876074/pdf/nihms907808.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui invece una meta-analisi</a> che mette alla prova le ipotesi di Barrett.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-categorizziamo-le-emozioni-in-base-al-contesto"><strong>Categorizziamo le emozioni in base al contesto</strong></h2>



<p>Di certo sembra che le emozioni siano esperienze subcoscienti piuttosto improvvise che si manifestano automaticamente. Ma se ci pensi bene, ti rendi conto di quanto spesso un&#8217;emozione ci può sembrare inappropriata o erroneamente attribuita semplicemente per la situazione in cui ci troviamo.</p>



<p>Per esempio, spesso usiamo l’espressione “combatti o fuggi” per descrivere l&#8217;attivazione del sistema nervoso simpatico (SNS), per cui il rilascio di noradrenalina dalle terminazioni nervose direttamente nel flusso sanguigno aumenta la frequenza cardiaca e la respirazione e dirige il sangue verso i grandi muscoli delle gambe. (E naturalmente si dice spesso che il cervello rettiliano risponda e inneschi il meccanismo “fight or flight”.)</p>



<p>Contrariamente a questa versione romanzata degli eventi, Madre Natura non ha fatto evolvere il SNS esclusivamente per salvare gli antichi uomini delle caverne dalle tigri dai denti a sciabola. Il SNS si è evoluto <em>per soddisfare le richieste energetiche del corpo a tutte le minacce, le sfide e le opportunità</em>.</p>



<p>Prendiamo in considerazione un leone, un&#8217;antilope e un atleta.</p>



<p>Il leone che insegue l&#8217;antilope, l&#8217;antilope stessa, e l&#8217;atleta che corre una corsa di 400m: tutti sperimentano l&#8217;attivazione del SNS che permette loro di correre veloci e di affrontare la loro particolare sfida.</p>



<p>Ma a chi attribuiamo la “paura”?</p>



<p>Solo all&#8217;antilope, non all&#8217;atleta. Di certo non al leone. In realtà, però, è coinvolto lo stesso ingrediente fisiologico (l&#8217;attivazione del SNS), ma in contesti leggermente diversi, il che ci porta a usare diverse sfumature di “emozione” per descrivere come il leone, l&#8217;antilope o l&#8217;atleta potrebbero sentirsi.</p>



<p>Vedi come intuitivamente sappiamo che il contesto è importante?</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-dare-un-nome-alle-emozioni-per-riuscire-a-gestirle"><strong>Dare un nome alle emozioni per riuscire a gestirl</strong>e</h2>



<p>Se sei un terapeuta o un coach saprai che la capacità di riconoscere e sviluppare un vocabolario per parlare delle emozioni è necessaria per analizzare e riflettere sui modelli emotivi.</p>



<p>Pensa al mondo emotivo espresso dalle seguenti parole: pazzo, mite, cattivo, meschino, orribile, malevolo, meraviglioso, manipolato, manipolativo, incompreso, malizioso, depresso, melodrammatico, lunatico, malinconico, melanconico, allegro, commosso, cupo, o maniacale?</p>



<p>Il cervello non ha un archivio precostituito di emozioni corrisoondenti alle parole di questo elenco. Sono tutti concetti che impariamo gradualmente man mano che cresciamo. Impariamo il vocabolario appropriato per descrivere come ci sentiamo in relazione a una particolare situazione o contesto sociale.</p>



<p>Ai bambini piccoli mancano le parole specifiche per descrivere certe emozioni. Quindi un bambino di 3 anni che guarda un fratello maggiore che mangia un gelato davanti a sé si sentirà molto triste. Un tredicenne, con i suoi dieci anni di esperienza e un vocabolario più ampio, proverebbe forse qualcosa di simile a una leggera invidia quando si renderà conto che il gelato è stato dato al fratello da un insegnante per aver vinto una gara.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-imparare-nuove-parole-per-le-emozioni-ad-ogni-et">Imparare nuove parole per le emozioni ad ogni età</h2>



<p>L&#8217;apprendimento di nuove parole emotive non si limita all&#8217;infanzia. Come sottolinea Barrett, una volta non c&#8217;era una parola inglese per la sensazione di piacere provata di fronte alle disgrazie altrui, finché i tedeschi non ci hanno donato &#8220;schadenfreude&#8221;. Quando impariamo una nuova espressione o descrizione, è più probabile che in futuro riusciremo a riconoscere e a provare quell&#8217;emozione. La <em>schadenfreude</em> non è un’emozione integrata solo nel cervello di chi parla tedesco quando qualcuno che non gli piace se la passa male.</p>



<p>Tim Lomas, della University of East London, ha portato ad un nuovo livello l&#8217;idea di imparare nuove parole per descrivere le emozioni nel suo <a href="https://www.drtimlomas.com/lexicography" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Positive Lexicography Project</a>. Egli ha raccolto parole che identificano “precise esperienze emotive che sono trascurate dalla lingua inglese”.</p>



<p>Riconosci queste esperienze emotive ricche di sfumature?</p>



<ul class="wp-block-list"><li><em>Desbundar</em>&nbsp;(portoghese) – liberarsi delle proprie inibizioni mentre ci si diverte.</li><li><em>Gigil</em>&nbsp;(tagalog) – l&#8217;irresistibile impulso di pizzicare o stringere una persona perché amata o cara.</li><li><em>Natsukashii&nbsp;</em>(giapponese) – un nostalgico desiderio per il passato, con la felicità per il ricordo affettuoso, ma la tristezza perché ormai è passato.</li><li><em>Yuan bei&nbsp;</em>(cinese) – un senso di realizzazione completa e perfetta.</li><li><em>Sukha</em>&nbsp;(sanscrito) – felicità genuina e duratura, indipendente dalle circostanze.</li></ul>



<p>Uso la parola olandese &#8220;<em>melig</em>&#8221; da anni dopo averla imparata da amici durante una vacanza nei Paesi Bassi. Descrive quel delizioso stato di sonnolenza quando tutto è esilarante o sciocco e si ridacchia per qualsiasi cosa.</p>



<p>Barrett ed altri ricercatori hanno <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/pmid/15509280/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">raccolto evidenze scientifiche</a> per dimostrare che, se si aumenta il proprio vocabolario emotivo (o &#8220;granularità emotiva&#8221;), si possono influenzare le esperienze emotive future.</p>



<p><em>In questo modo, ampliare il tuo vocabolario emotivo è un po&#8217; come possedere un dizionario del benessere mentale che può darti un forte senso di autonomia rispetto alle situazioni e alle risposte che provi.</em></p>



<p>Tutto questo sarebbe possibile, se il cervello rettiliano fosse al comando?</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2021/05/brain-5655736_1920.jpg" alt="grafica simbolica per emozioni e cervello" class="wp-image-26715" width="700" height="462"/></figure></div>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-dobbiamo-smettere-di-usare-l-espressione-cervello-rettiliano"><strong>Dobbiamo smettere di usare l&#8217;espressione &#8220;cervello rettiliano&#8221;?</strong></h2>



<p>IN SINTESI: <em>sì!</em></p>



<p>Non nasciamo con emozioni predefinite che emergono da un cervello di lucertola. Il cervello umano non è una serie tripartita di complessi separati. Non siamo alla mercé del nostro cervello rettiliano quando sperimentiamo una minaccia. </p>



<p>Questo lo abbiamo capito.</p>



<p>Ma che importanza può mai avere se usiamo un&#8217;analogia (sbagliata) di come funziona il cervello?</p>



<p>Recentemente una formatrice di coach ha commentato sul mio profilo Instagram che non importa, dicendo: <em>“Insegno il concetto di cervello tripartito ai miei studenti avvertendoli che la teoria è superata e che i neurobiologi non riescono a trovarsi d&#8217;accordo sui diversi step evolutivi e sui confini tra i “cervelli”. Per i coach, però, è un concetto facile da afferrare e comprendere”</em>.</p>



<p>Personalmente non insegnerei un concetto completamente sbagliato. E mi piace dare un po&#8217; più di fiducia alla capacità dei miei studenti di afferrare i concetti di base delle neuroscienze!</p>



<p>Casario e colleghi si pongono la stessa domanda:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>“Ha importanza se gli psicologi hanno una comprensione errata dell&#8217;evoluzione neuronale?”</p></blockquote>



<p>e rispondono alla loro stessa domanda con l&#8217;affermazione,</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>“Siamo scienziati. Dovremmo preoccuparci dei veri stadi neuronali anche in assenza di conseguenze pratiche.”</p></blockquote>



<p>Se sei uno scienziato sono sicuro che sarai d&#8217;accordo anche tu!</p>



<p>Se non sei uno scienziato, ma &#8220;usi&#8221; la scienza del cervello per spiegare il comportamento, o usi la tecnica della psicoeducazione nel tuo lavoro, per favore: non farti sedurre (e non cercare di sedurre gli altri) con il <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2778755/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>fascino delle spiegazioni delle neuroscienze</u></a>. Soprattutto non usare teorie palesemente errate che tolgono spazio di agentività emotiva al tuo cliente.</p>



<p>Il mio problema con l&#8217;analogia del cervello rettiliano è che implica che il comportamento umano è guidato prima di tutto dalla paura, e che il cervello rettiliano prevale sulla capacità di avere un pensiero calmo e razionale.</p>



<p>Il modello aggira ogni discussione sull&#8217;enorme diversità delle esperienze emotive di cui siamo capaci e che ci muovono a <em>livello</em> <em>profondo</em>: amore appassionato, invidia, desiderio, soggezione, stupore, soddisfazione, dolore, euforia, tenerezza. E ci toglie ogni senso di responsabilità di azione che abbiamo per nuove esperienze emotive in futuro.</p>



<p>Come Barrett sottolinea nel suo <a href="https://www.amazon.com/How-Emotions-Are-Made-Secret/dp/1469292084#:~:text=How%20Emotions%20Are%20Made%20reveals,understanding%20of%20the%20human%20mind." target="_blank" rel="noreferrer noopener">libro</a>:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>“Gli esseri umani non sono in balia di circuiti emotivi mitici sepolti nel profondo delle parti animalesche del nostro cervello altamente evoluto: noi siamo architetti della nostra stessa esperienza.”</p></blockquote>



<p>Quando insegni alle persone come le emozioni si creano a partire da vari &#8220;ingredienti&#8221; non stai solo comunicando, ma stai <em>creando la realtà</em>. Stai insegnando strumenti per dare un senso alle sensazioni del corpo e come agire su di esse, per comunicare i propri stati emotivi con la giusta sfumatura. Questa è un&#8217;abilità di vita essenziale!</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-alternative-al-concetto-del-cervello-tripartito"><strong>Alternative al concetto del cervello tripartito</strong></h2>



<p>Invece che evitare una conversazione sul “cervello rettiliano”, ecco alcuni aneddoti o spiegazioni corretti dal punto di vista neuroscientifico ed evolutivo che potresti proporre.</p>



<p>Nello spirito del progetto di lessicografia positiva, se hai altre spiegazioni utili sul cervello umano o sul comportamento che usi abitualmente (e che non coinvolgono i rettili) lascia un commento <a href="https://drsarahmckay.com/rethinking-the-reptilian-brain/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nell&#8217;articolo originale di Sarah McKay.</a></p>



<h4 class="wp-block-heading" id="h-anatomia-cerebrale"><strong>Anatomia cerebrale</strong></h4>



<p>Se stai descrivendo l&#8217;anatomia del cervello e vuoi distinguere l&#8217;amigdala dall&#8217;ipotalamo e dal tronco encefalico, ti consiglio di usare questo strumento online <a href="https://www.brainfacts.org/3d-brain" target="_blank" rel="noreferrer noopener">che mostra l’anatomia del cervello in 3D</a>.</p>



<h4 class="wp-block-heading" id="h-cosa-sono-le-emozioni"><strong>Cosa sono le emozioni</strong></h4>



<ul class="wp-block-list"><li>“Le emozioni sono fatte di ingredienti come le tue sensazioni corporee, le tue esperienze di vita e le tue aspettative, le persone con cui stai, la situazione in cui ti trovi. Quali ingredienti hanno contribuito a costruire l&#8217;emozione che stai provando in questo momento?”</li><li>Siamo noi gli artefici del nostro pensiero e del nostro comportamento, e siamo anche gli artefici delle nostre emozioni.</li><li>Le emozioni non sono reazioni al mondo. Non sei un ricevitore passivo di input sensoriali, ma un costruttore attivo delle tue emozioni. A partire dagli input sensoriali e dalle esperienze passate, il tuo cervello costruisce il significato e stabilisce l&#8217;azione.</li><li>Puoi sentire le emozioni in anticipo rispetto a una situazione, insegnando al tuo cervello il modo più utile per rispondere a una situazione. Gli attori sono esperti in questo. Le emozioni che provano sul palco sono reali perché le hanno già provate in anticipo.</li><li>La preoccupazione è ripetere un pensiero più e più volte. Stai esercitando quel pensiero, e con la pratica diventa più facile sperimentare il pensiero nel tempo. Puoi invece praticare pensieri ed emozioni positive.</li></ul>



<h4 class="wp-block-heading" id="h-regolazione-delle-emozioni"><strong>Regolazione delle emozioni</strong></h4>



<ul class="wp-block-list"><li>Proprio come un pittore impara a vedere le più sottili sfumature di colore, o un sommelier sviluppa una propria palette di sapori per dare un noome a gusti che i non addetti ai lavori non riescono a pecepire, anche tu puoi esercitarti a dare un nome alle emozioni. Con la pratica, puoi diventare un esperto nel dare nomi e categorizzare le emozioni.</li><li>Emozioni come la tristezza si presentano in modi diversi di sentirsi giù. Trova cinque parole per descrivere come ti senti oggi.</li></ul>



<h4 class="wp-block-heading" id="h-paura-e-risposte-involontarie"><strong>Paura e risposte involontarie</strong></h4>



<p>Spezzetta gli ingredienti delle tue emozioni, in particolare le sensazioni del tuo corpo. Ad esempio, un cuore che batte veloce non significa necessariamente che il tuo cervello abbia rilevato una minaccia o che ci sia qualcosa da temere. Forse il tuo cuore batte più velocemente perché sei emozionato, oppure ti stai preparando a fare attività fisica.</p>



<p>Se una persona ha paura di un ragno, ad esempio, chiedigli di descrivere il ragno usando quante più parole emotive possibili, ad esempio: “Il ragno davanti a me mi fa provare una sensazione disgustosa, snervante e nervosa, ma è un po&#8217; intrigante.</p>



<p>Puoi scaricare quetso articolo in versione originale in inglese <a href="https://theneuroscienceacademy.mykajabi.com/rethinking-reptilian-brain-pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">QUI</a>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2021/05/walnut-3072652_1920.jpg" alt="" class="wp-image-26709" width="623" height="416" srcset="https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2021/05/walnut-3072652_1920.jpg 400w, https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2021/05/walnut-3072652_1920-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 623px) 100vw, 623px" /></figure></div>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Nature Coaching: il mio talk ad ICF Converge</title>
		<link>https://www.dianatedoldi.com/nature-coaching-il-mio-talk-ad-icf-converge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Tedoldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2019 07:51:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[nature coaching]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[ICF]]></category>
		<category><![CDATA[Nature]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Nature Coaching arriva a CONVERGE, la convention biennale internazionale della International Coach Federation, l&#8217;associazione di riferimento nel mondo per i professionisti del coaching. Il Nature Coaching ad ICF Converge: dove e quando. Converge 2019 si tiene dal 23 al 26 Ottobre 2019, al Congress Center di Praga, riunendo coach da tutto il mondo per [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Nature Coaching arriva a <a rel="noreferrer noopener" aria-label="CONVERGE (apre in una nuova scheda)" href="https://eventscribe.com/2019/ICFConverge/fsPopup.asp?Mode=presInfo&amp;PresentationID=529290" target="_blank"><strong>CONVERGE</strong></a>, la convention biennale internazionale della <a rel="noreferrer noopener" aria-label="International Coach Federation (apre in una nuova scheda)" href="https://www.coachfederation.org" target="_blank">International Coach Federation</a>, l&#8217;associazione di riferimento nel mondo per i professionisti del coaching.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Nature Coaching ad ICF Converge: dove e quando.</h2>



<p>Converge 2019 si tiene dal 23 al 26 Ottobre 2019, al Congress Center di Praga, riunendo coach da tutto il mondo per un insieme di workshop, gruppi di pratica e keynote a cura di persone che contribuiscono allo sviluppo della cultura del coaching e all&#8217;espansione della sua influenza in ogni settore della vita e del lavoro.</p>



<p>Ci sarà anche <a rel="noreferrer noopener" aria-label="il mio workshop sul Nature Coaching ad ICF Converge (apre in una nuova scheda)" href="https://eventscribe.com/2019/ICFConverge/fsPopup.asp?Mode=presInfo&amp;PresentationID=529290" target="_blank">il mio workshop sul Nature Coaching ad ICF Converge</a>!</p>



<p>Il 24 Ottobre, dalle 16 alle 17, i partecipanti scopriranno i <strong>benefici legati all&#8217;inclusione della connessione con la natura in una sessione di coaching</strong>, imparando <strong>3 pratiche</strong> da incorporare subito nella prossima sessione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Nature Coaching workshop: i contenuti.</h3>



<p>Presenterò i risultati delle <strong>ricerche scientifiche</strong> degli ultimi trent&#8217;anni in merito all&#8217;<strong>embodied learning</strong>, alla <strong>mindfulness</strong> e all&#8217;<strong>esposizione ad ambienti naturali</strong>.</p>



<p>Spiegherò in dettaglio <strong>cosa è Nature Coaching</strong>, e cosa non lo è.</p>



<p>Presenterò il <strong>profilo di competenze del Nature Coach</strong> nel mio modello di <a rel="noreferrer noopener" aria-label="Nature Coaching (visita qui il sito dedicato) (apre in una nuova scheda)" href="https://www.naturecoaching.net/" target="_blank">Nature Coaching (visita qui il sito dedicato)</a> ed altri argomenti che trovi riassunti nella scaletta del workshop:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>What is Nature Coaching?</strong></li><li><strong> Evidence-based benefits of nature connection, mindfulness and embodied work.</strong></li><li><strong> The Nature Coach competences profile.</strong></li><li><strong> Nature as co-coach.</strong></li><li><strong> Nature Coaching Toolbox.</strong></li><li><strong> Three nature coaching practices for your next session.</strong></li><li><strong> Nature Coaching for cultural repair.</strong></li></ul>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://eepurl.com/giUt3j" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2019/02/Logo-NCA-w-bground-avenirtimes-1024x683.jpg" alt="Nature Coaching Course Training" class="wp-image-25886" srcset="https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2019/02/Logo-NCA-w-bground-avenirtimes-1024x683.jpg 1024w, https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2019/02/Logo-NCA-w-bground-avenirtimes-300x200.jpg 300w, https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2019/02/Logo-NCA-w-bground-avenirtimes-768x512.jpg 768w, https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2019/02/Logo-NCA-w-bground-avenirtimes-1080x720.jpg 1080w, https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2019/02/Logo-NCA-w-bground-avenirtimes-610x407.jpg 610w, https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2019/02/Logo-NCA-w-bground-avenirtimes.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption><a href="https://eepurl.com/giUt3j" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="Clicca qui e scarica la presentazione completa del Corso di formazione in Nature Coaching. (apre in una nuova scheda)">Clicca qui e scarica la presentazione completa del Corso di formazione in Nature Coaching.</a></figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Il Nature Coaching per il culture repair</h3>



<p> Portare il Nature Coaching ad ICF Converge, <strong>nell&#8217;ambito dei workshop dell&#8217;area &#8220;Science&#8221; </strong>per me ha un grande significato: mi permette di portare ad un&#8217;ampia audience una metodologia in cui credo fortemente, e che considero chiave in quel <strong>processo di riparazione culturale con cui tornare a sentirci &#8220;della terra&#8221;.</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>&#8220;Umano&#8221;, dal latino &#8220;humanus&#8221;, da &#8220;humus&#8221;, il suolo fertile&#8221;.</strong></p></blockquote>



<p>Più diventiamo &#8220;della terra&#8221;, più realizziamo la nostra più autentica natura umana, fatta di empatia, relazioni, cooperazione, prosperità insieme con tutti gli esseri viventi.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>Non può esistere benessere per le persone, senza benessere del pianeta.</strong></p></blockquote>



<p>E oggi sta a tutti noi sentirci responsabili per la vita di tutti gli esseri viventi, in armonia e sinergia con l&#8217;ecosistema, sostenendone la vita per l&#8217;attuale generazione e per le generazioni a venire.</p>



<p>Vi aspetto per una full immersion insieme, nell&#8217;incantevole cornice della città di Praga!</p>



<p>Visionate il <a rel="noreferrer noopener" aria-label="programma completo di ICF Converge (apre in una nuova scheda)" href="https://www.eventscribe.com/2019/ICFConverge/" target="_blank">programma completo di ICF Converge</a> e il dettaglio del mio <a rel="noreferrer noopener" aria-label="workshop sul Nature Coaching (apre in una nuova scheda)" href="https://eventscribe.com/2019/ICFConverge/fsPopup.asp?Mode=presInfo&amp;PresentationID=529290" target="_blank">workshop sul Nature Coaching</a>.</p>



<p><strong>Se ti interessa avere la registrazione del mio talk, scrivi a hello@naturecoaching.net e sarò felice di inviartela appena disponibile!</strong></p>



<p>A presto, Diana Tedoldi</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="500" src="https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2017/01/13.png" alt="diana_tedoldi" class="wp-image-789" srcset="https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2017/01/13.png 500w, https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2017/01/13-150x150.png 150w, https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2017/01/13-300x300.png 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure>
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		<title>Webinar: Il Forest Coaching.</title>
		<link>https://www.dianatedoldi.com/webinar-il-forest-coaching/</link>
					<comments>https://www.dianatedoldi.com/webinar-il-forest-coaching/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Arba]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jun 2018 19:04:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Ecoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[nature coaching]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[mindfulness]]></category>
		<category><![CDATA[Nature]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un tuffo nella foresta per riconnettersi con sé stessi e con la Natura. &#160; Giovedì 5 luglio dalle 21.00 alle 22.00. Corso online gratuito per GreenMe. Introduzione Fare Forest Coaching significa integrare in una sessione di coaching gli alberi e il bosco come fonte di ispirazione, orientamento e conoscenza di sè. L&#8217;albero è da sempre [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dianatedoldi.com/webinar-il-forest-coaching/">Webinar: Il Forest Coaching.</a> proviene da <a href="https://www.dianatedoldi.com">Diana Tedoldi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Un tuffo nella foresta per riconnettersi con sé stessi e con la Natura.</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Giovedì 5 luglio dalle 21.00 alle 22.00.</strong></p>
<p><strong>Corso online gratuito per <a href="https://www.greenme.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">GreenMe</a>.</strong></p>
<h5>Introduzione</h5>
<p>Fare <strong>Forest Coaching</strong> significa <strong>integrare in una sessione di coaching gli alberi e il bosco come fonte di ispirazione, orientamento e conoscenza di sè</strong>.</p>
<p>L&#8217;albero è da sempre simbolo di integrazione di sè, un <strong>archetipo transculturale</strong> che richiama il collegamento fra la terra (nostra dimensione materiale di realizzazione) e il cielo (simbolo del nostro potenziale di realizzazione più &#8220;spirituale&#8221;), la centratura e l&#8217;allineamento (l&#8217;albero della Vita come asse del mondo), la capacità di orientarsi attratti dal proprio &#8220;Sole&#8221; (tutto ciò che ci nutre e dà vita).</p>
<p>Il Forest Coaching integra quindi nella pratica di coaching elementi di ecopsicologia e simbologia archetipica, con esperienze di connessione con la natura che aiutano la persona ad accedere alle proprie risorse più profonde di <strong>auto-conoscenza, percezione, consapevolezza, creatività e ascolto</strong>.</p>
<p>Incontrando la natura degli alberi, la persona accede alla propria <strong>natura arborea</strong>: quella parte di noi stessi più silenziosa, centrata e allineata, che sa guidarci e orientarci fra le difficoltà quotidiane, in grado di trasmetterci tranquillità e fiducia, portare ordine fra i pensieri più complicati, e pace fra le emozioni più complicate da gestire.</p>
<h5><strong>Di cosa parlerò</strong></h5>
<p><strong>In questo corso online</strong> della durata di circa 60 minuti, i partecipanti scopriranno il forest coaching e le antiche pratiche che lo fondano, attraverso cui da sempre l&#8217;uomo guarda alla natura per conoscere se stesso. Attraverso un <strong>approccio semplice</strong>, basato sull&#8217;integrazione fra <strong>mindfulness</strong>, <strong>forest bathing</strong> (Shinrin-You), <strong>simbologie transculturali</strong> e <strong>domande maieutiche</strong> (coaching), i partecipanti scopriranno <strong>3 pratiche da applicare nella propria vita quotidiana </strong>per sviluppare consapevolezza di sé, riconoscere la propria direzione, alleggerire lo stress quotidiano, trovare la propria risposta a un problema pressante, svaporare il pensiero da ansie e tensioni.</p>
<p><strong><em>Mandatemi le vostre domande via email prima del webinar, per potervi rispondere in diretta.</em></strong></p>
<p><strong><em>Se non potete partecipare alla diretta web il 5 Luglio alle 21, scrivetemi per ricevere la registrazione successivamente.</em></strong></p>
<p><strong>Vi aspetto!</strong></p>
<p><strong>P.S.</strong> Se vi interessano i temi di cui parlo, potrete trovare molti altri miei corsi nella piattaforma TuVali a questo <a href="https://www.tuvali.it/insegnanti/diana-tedoldi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">link</a>.</p>
<p>P.S. 2: leggi anche <a href="http://intelligenzaprimitiva.it/forest-coaching-corso-gratuito-online-5-7-18/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>questo articolo</strong></a> per saperne di più.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-1431 size-large" src="https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2018/06/rob-mulally-123849-unsplash-1024x1024.jpg" alt="forest-coaching" width="1024" height="1024" srcset="https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2018/06/rob-mulally-123849-unsplash-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2018/06/rob-mulally-123849-unsplash-150x150.jpg 150w, https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2018/06/rob-mulally-123849-unsplash-300x300.jpg 300w, https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2018/06/rob-mulally-123849-unsplash-768x768.jpg 768w, https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2018/06/rob-mulally-123849-unsplash-1080x1080.jpg 1080w, https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2018/06/rob-mulally-123849-unsplash-610x610.jpg 610w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dianatedoldi.com/webinar-il-forest-coaching/">Webinar: Il Forest Coaching.</a> proviene da <a href="https://www.dianatedoldi.com">Diana Tedoldi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Life Coaching e welfare aziendale: riflessioni di una coach.</title>
		<link>https://www.dianatedoldi.com/life-coaching-welfare-aziendale-riflessioni/</link>
					<comments>https://www.dianatedoldi.com/life-coaching-welfare-aziendale-riflessioni/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diana Tedoldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Mar 2018 07:21:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[life coaching]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In queste settimane ho avviato 20 nuovi percorsi di coaching individuali, in due diverse azione del settore spedizioni, che proseguiranno fino a fine Maggio con cadenza settimanale. Due di questi sono Executive coaching per due dirigenti, gli altri sono percorsi di Life Coaching offerti dall&#8217;azienda come iniziativa di Welfare ai propri dipendenti (odio questo termine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dianatedoldi.com/life-coaching-welfare-aziendale-riflessioni/">Life Coaching e welfare aziendale: riflessioni di una coach.</a> proviene da <a href="https://www.dianatedoldi.com">Diana Tedoldi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div data-contents="true">
<div class="" data-block="true" data-editor="d21m3" data-offset-key="7qial-0-0">
<div class="" data-block="true" data-editor="d21m3" data-offset-key="f9qo8-0-0"><span data-offset-key="7qial-0-0">In queste settimane <strong>ho avviato 20 nuovi percorsi di </strong></span><strong><span class="_5zk7" spellcheck="false" data-offset-key="7qial-1-0">coaching</span></strong><span data-offset-key="7qial-2-0"><strong> individuali</strong>, in due diverse azione del settore spedizioni, che proseguiranno fino a fine Maggio con cadenza settimanale. Due di questi sono <strong>Executive coaching</strong> per due dirigenti, gli altri sono percorsi di <strong>Life Coaching</strong> offerti dall&#8217;azienda come iniziativa di Welfare ai propri <em>dipendenti</em> (odio questo termine per indicare le persone che lavorano in un&#8217;impresa).<br />
</span></div>
<div data-block="true" data-editor="d21m3" data-offset-key="f9qo8-0-0">Mi sembra una bellissima idea la <strong>possibilità che il welfare aziendale includa l&#8217;offerta di percorsi di cura di sè,</strong> che possono includere aspetti legati alla prestazione lavorativa, ma anche no.</div>
<div data-block="true" data-editor="d21m3" data-offset-key="f9qo8-0-0">Difatti le persone mi stanno portando i temi più diversi: gestione del rapporto con i figli, con i genitori o con i propri compagni di vita, orientamento professionale, gestione dei conflitti con i colleghi, crescita professionale, orientamento sulla carriera, gestione della propria impulsività, raggiungimento di obiettivi legati al benessere personale tout court.</div>
<div data-block="true" data-editor="d21m3" data-offset-key="f9qo8-0-0"></div>
</div>
<div data-block="true" data-editor="d21m3" data-offset-key="f9qo8-0-0">La validità dell&#8217;iniziativa potrebbe venire inficiata dalla tentazione di usare questi incontri come &#8220;cura palliativa&#8221; nei confronti di alcuni problemi organizzativi. Devo ancora comprendere il livello di consapevolezza e presa in carico di questi aspetti da parte dell&#8217;azienda, e dovrò trovare il modo di farlo nel totale rispetto della privacy cui sono tenuta per deontologia nei confronti dei miei clienti.</div>
<div data-block="true" data-editor="d21m3" data-offset-key="f9qo8-0-0"></div>
<div data-block="true" data-editor="d21m3" data-offset-key="f9qo8-0-0">Ma l&#8217;intento primario di &#8220;Una porta aperta&#8221; (questo il nome dato all&#8217;opportunità di un percorso di 4 ore di life coaching, per un massimo di 20 persone) è in realtà proprio <strong>offrire alla persona uno strumento in più per il proprio ben-essere, dentro e fuori dall&#8217;azienda</strong>, e come tale mi sembra perciò particolarmente lodevole.</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="d21m3" data-offset-key="7qial-0-0">
<div data-block="true" data-editor="d21m3" data-offset-key="f9qo8-0-0">Più sotto trovate la <strong>locandina</strong> che ho preparato per promuovere questa iniziativa.</div>
<div data-block="true" data-editor="d21m3" data-offset-key="f9qo8-0-0"></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="d21m3" data-offset-key="7qial-0-0">
<div data-block="true" data-editor="d21m3" data-offset-key="f9qo8-0-0">I percorsi di Life Coaching, che per me sono molto più rari rispetto a quelli di Executive e Team Coaching, mi stanno donando un&#8217;<strong>esperienza umana davvero gratificante</strong>.</div>
<div data-block="true" data-editor="d21m3" data-offset-key="f9qo8-0-0"></div>
<div class="" data-block="true" data-editor="d21m3" data-offset-key="f9qo8-0-0"><strong>Ecco le cose più importanti che ho focalizzato, grazie all&#8217;ascolto delle persone cui ho avuto l&#8217;opportunità di fare coaching.<br />
</strong></div>
<h3 data-block="true" data-editor="d21m3" data-offset-key="f9qo8-0-0">1.<span data-offset-key="9532r-0-0">Abbiamo tutti, tanto, bisogno di PIÙ CORPO.</span></h3>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="d21m3" data-offset-key="9532r-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="9532r-0-0"><span data-offset-key="9532r-0-0"><strong>Riportare la mente al corpo, e il corpo alla mente</strong>, è  spesso la chiave di svolta della consapevolezza personale. Viviamo il corpo come un oggetto da portarci appresso, ma quando riusciamo a sentirlo come la nostra prima casa, e riconnetterci con la sua vita, intelligenza e vitalità</span><span data-offset-key="9532r-2-0">, allora possiamo accedere a quella <strong>conoscenza organica</strong> che condividiamo con tutti gli altri esseri viventi, e che ci rende, subito, in grado di definire cosa è bene per noi stessi, cosa funziona rispetto alla nostra realizzazione, e come orientarci e orientare le nostre risorse nella direzione della nostra crescita personale.<br />
</span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="d21m3" data-offset-key="50f1i-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="50f1i-0-0"><span data-offset-key="50f1i-0-0"> </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="d21m3" data-offset-key="gm68-0-0">
<h3 class="_1mf _1mj" data-offset-key="gm68-0-0"><span data-offset-key="gm68-0-0">2) Dobbiamo allenarci a essere TUTORI DEL NOSTRO BENESSERE PERSONALE.</span></h3>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="gm68-0-0"><span data-offset-key="gm68-0-0">Stare bene è il risultato delle scelte che noi operiamo quotidianamente, dipende da noi, e da come scegliamo di proteggerci, orientarci, ascoltarci, coltivarci. Quello stomaco contratto, cosa ti sta chiedendo a gran voce? Quella colite, cosa ti implora di fare? Quel mal di testa, quale via ti indica? Ascoltare il corpo, di nuovo, significa metterci in ascolto delle storie che custodisce, delle parole che dobbiamo iniziare ad ascoltare, delle possibilità e delle risorse che, sempre, esso custodisce per tirarci fuori dal dubbio, dal fango, dal malessere, dall&#8217;assenza.</span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="d21m3" data-offset-key="c2jt8-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="c2jt8-0-0"><span data-offset-key="c2jt8-0-0"> </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="d21m3" data-offset-key="6jnct-0-0">
<h3 class="_1mf _1mj" data-offset-key="6jnct-0-0"><span data-offset-key="6jnct-0-0">3) Non c&#8217;è NULLA DI SBAGLIATO O DI GIUSTO in se stesso.</span></h3>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="6jnct-0-0"><span data-offset-key="6jnct-0-0">Ci sono comportamenti e atteggiamenti che ci aiutano ed altri che ci ostacolano nel tentare di essere ciò che desideriamo essere come persone. <strong>Più cerchiamo un modello fuori, più ci disconnettiamo dentro</strong>, più costruiamo insicurezza e sfiducia nella nostra autenticità.<br />
</span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="d21m3" data-offset-key="22k9h-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="22k9h-0-0"><span data-offset-key="22k9h-0-0"> </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="d21m3" data-offset-key="aq1ge-0-0">
<h3 class="_1mf _1mj" data-offset-key="aq1ge-0-0"><span data-offset-key="aq1ge-0-0">4) Dobbiamo re-imparare a parlare con le persone, a mettere in gioco la nostra AUTENTICITÀ in un&#8217;ottica &#8220;Io sono Ok &#8211; Tu sei OK&#8221;. </span></h3>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="aq1ge-0-0"><span data-offset-key="aq1ge-0-0">Chi fa così vince sempre. Anche se l&#8217;altro non ascolta, anche se l&#8217;altro ha più paura di noi, anche se l&#8217;altro ha delle dinamiche poco chiare nei nostri confronti. Vince chi si prende in carico i propri sentimenti ed emozioni, e fa di tutto per presidiare trasparenza e autenticità nelle relazioni. Alimentando dentro di noi dietrologie e mancanza di trasparenza nelle relazioni, uccidiamo la fiducia in noi stessi, sostituendola con l&#8217;affermazione &#8220;ciò che sono, quello che sento, quello che penso, non va bene; io non vado bene così come sono&#8221;. Nessuno di noi ha nulla di sbagliato. Ci sono solo comportamenti e atteggiamenti più o meno funzionali rispetto alla nostra capacità di soddisfare i nostri bisogni e realizzare le nostre aspirazioni.</span></div>
</div>
</div>
<div data-offset-key="aq1ge-0-0"></div>
<div data-offset-key="aq1ge-0-0">Cosa ne pensate?</div>
<div data-offset-key="aq1ge-0-0">Su quale di questi punti senti maggiore necessità di allenamento?</div>
<div data-offset-key="aq1ge-0-0">Aspetto i tuoi commenti qui sotto!</div>
<div data-offset-key="aq1ge-0-0">E intanto, abbi cura di te e del tuo ben-essere.</div>
<div data-offset-key="aq1ge-0-0">
<div data-offset-key="aq1ge-0-0"></div>
<div data-offset-key="aq1ge-0-0">Diana Tedoldi</div>
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<p><div id="attachment_1370" style="width: 810px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1370" class="size-full wp-image-1370" src="https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2018/03/Life-coaching-Welfare.jpg" alt="Life coaching &amp; Welfare" width="800" height="1131" srcset="https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2018/03/Life-coaching-Welfare.jpg 800w, https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2018/03/Life-coaching-Welfare-212x300.jpg 212w, https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2018/03/Life-coaching-Welfare-768x1086.jpg 768w, https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2018/03/Life-coaching-Welfare-724x1024.jpg 724w, https://www.dianatedoldi.com/wp-content/uploads/2018/03/Life-coaching-Welfare-610x862.jpg 610w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><p id="caption-attachment-1370" class="wp-caption-text">Life coaching &amp; Welfare</p></div></p>
<div data-offset-key="aq1ge-0-0"></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.dianatedoldi.com/life-coaching-welfare-aziendale-riflessioni/">Life Coaching e welfare aziendale: riflessioni di una coach.</a> proviene da <a href="https://www.dianatedoldi.com">Diana Tedoldi</a>.</p>
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		<title>Powerful Questioning e Domande potenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Diana Tedoldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Dec 2017 18:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[coach]]></category>
		<category><![CDATA[domande potenti]]></category>
		<category><![CDATA[ICF]]></category>
		<category><![CDATA[international coach federation]]></category>
		<category><![CDATA[powerful questioning]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ti invito a leggere l&#8217;ultimo articolo che ho pubblicato sul sito web &#8220;The Coaching Hub&#8221;, sulle cosiddette &#8220;domande potenti&#8221;, traduzione dell&#8217;inglese &#8220;powerful questioning&#8221;. In questo articolo ti propongo tre domande che in effetti io considero &#8220;potenti&#8221;, nel senso che hanno il potere di permettere ad una persona di trovare il proprio orientamento di fronte a [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ti invito a leggere <a href="https://www.thecoachinghub.it/2017/12/30/powerful-questioning-domande-potenti-1/">l&#8217;ultimo articolo che ho pubblicato sul sito web &#8220;The Coaching Hub&#8221;</a>, sulle cosiddette &#8220;domande potenti&#8221;, traduzione dell&#8217;inglese &#8220;powerful questioning&#8221;.</p>
<p>In questo articolo ti propongo <strong>tre domande che in effetti io considero &#8220;potenti&#8221;</strong>, nel senso che <strong>hanno il potere di permettere ad una persona di trovare il proprio orientamento di fronte a un quesito</strong>.</p>
<p>Ma, come dice bene uno dei miei docenti di coaching (<a href="http://www.incoaching.it/il-nostro-team/franco-rossi/">Franco Rossi</a>):</p>
<blockquote><p><em><strong>È potente il domandare, non la domanda in sè.</strong></em></p>
<p><em><strong>La potenza di una specifica domanda è determinata dalla condizione del coachee.</strong></em></p>
<p><em><strong>Non esistono domande potenti in se stesse.</strong></em></p></blockquote>
<p>Questo approccio mi piace moltissimo.</p>
<p>Anzitutto perchè toglie dal coach l&#8217;ansia di dover avere nella propria valigia delle &#8220;domande potenti&#8221;, restituendolo al suo ruolo di <strong>maieuta in ascolto</strong>, facilitatore del potenziale del proprio cliente. Poi perchè pone l&#8217;accento sull&#8217;efficacia del domandare: da filosofa quale io sono, amo decisamente di più mettermi in ascolto di una domanda, che riposare nella chiusura di una risposta.</p>
<p>Nella <a href="https://coachfederation.org/core-competencies/">definizione delle core competencies di un coach</a> secondo l&#8217;International Coach Federation c&#8217;è infatti il &#8220;<strong>powerful questioning</strong>&#8220;, cioè il &#8220;potente domandare&#8221; &#8211; e non le &#8220;powerful questions&#8221;.</p>
<p>Per approfondire il mio pensiero su questi argomenti, leggi tutto nel mio articolo dedicato, a <a href="https://www.thecoachinghub.it/2017/12/30/powerful-questioning-domande-potenti-1/">questo link</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Diana Tedoldi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dianatedoldi.com/powerful-questioning-domande-potenti/">Powerful Questioning e Domande potenti</a> proviene da <a href="https://www.dianatedoldi.com">Diana Tedoldi</a>.</p>
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